Carissimo prezzo

L’inflazione sale. A giugno nei paesi dell’area euro tocca il 4 per cento. Quella italiana segna il record dal 1996 a oggi: 3,8 per cento rispetto a giugno 2007, contro il 3,6 registrato a maggio. Per i beni su cui agisce il rincaro delle materie prime di importazione l’aumento annuale è del 4,4, mentre per i servizi su cui incide la spesa per il personale l’aumento è al 3 per cento.
1 LUG 08
Ultimo aggiornamento: 03:18 | 17 AGO 20
Immagine di Carissimo prezzo
L’inflazione sale. A giugno nei paesi dell’area euro tocca il 4 per cento. Quella italiana segna il record dal 1996 a oggi: 3,8 per cento rispetto a giugno 2007, contro il 3,6 registrato a maggio. Per i beni su cui agisce il rincaro delle materie prime di importazione l’aumento annuale è del 4,4, mentre per i servizi su cui incide la spesa per il personale l’aumento è al 3. I focolai principali degli aumenti sono negli alimentari e nell’energia su cui pesano i rincari internazionali (ieri nuovo massimo per il petrolio). Il settore alimentare presenta una crescita del 6,1 per cento, l’energia del 14,8. Le medie celano sorprese: l’aumento della benzina è del 12,6 per cento, quello del diesel è del 31,2: sicché a essere penalizzati sono soprattutto gli autotrasporti, la cui domanda è più rigida. Nel settore alimentare, il primato spetta alla pasta con un aumento del 22 per cento, mentre il pane è sceso da +13,2 a +13. La flessione della domanda ne ha moderato il prezzo. La frutta cresce del 7,6 per cento e gli ortaggi solo del 3,2 perché qui c’è più concorrenza nella grande distribuzione. Per analoghe ragioni le carni sono ferme al 5 per cento e il latte è stabile all’11. I dati Istat, basati su centri di rilevazione invariati e grandi medie, pur nella loro imprecisione, fanno capire come ci si può difendere dall’inflazione. Innanzitutto è importante la domanda. Quando si contrae, gli aumenti di prezzo si moderano. Poi contano le retribuzioni: se non inseguono il costo della vita, l’inflazione che nasce all’estero dopo un po’ si blocca; diversamente diventa una spirale e allora i primi a perderci sono i lavoratori.